japan is an island

giovedì 13 gennaio 2011

I padri fondatori


Ormai lo sanno anche i muri (quindi all'appello mancano soltanto i bimbiminchia), nel 2011 ricorre il centocinquantesimo anniversario dell'Unità d'Italia, che non è il momento in cui Pablito Rossi ne segnò tre al Brasile (mi piacerebbe che lo fosse, ma non lo è) ma quello in cui il regno di Sardegna decise di effettuare un take-over su tutta la penisola, spacciandolo per una rivoluzione. Per fortuna tutto questo portò, qualche anno dopo, alla fondazione della nazionale italiana di calcio, per cui direi che in fin dei conti ne è valsa la pena.
O, almeno questo è quello che pensavo, nonostante tutto (e per tutto intendo qualsiasi notizia di politica interna apparsa negli ultimi quindici anni), fino a poco tempo fa. A tutto però c'è un limite, e se l'allegra combriccola facente capo a Berlusconi decide che dopo aver ridicolizzato il concetto di (popolo della) libertà tocca all'Italia in toto, ribattezzandosi Italia...


logo tarocco del nuovo partito berlusconiano

...be', lasciatemi dire che a questo punto non ci sto, o io o loro: già era poco credibile pure per una mente semplice come la mia che a Berlusconi potesse interessare una qualunque libertà che non fosse la propria (come implicato nell'attuale nome della coalizione), ma che un partito che ha come alleati principali dei sedicenti secessionisti decida di battezzarsi "orgogliosamente" Italia... non me la posso bere. Ma il problema, è evidente, sono io, per cui da oggi i'm my own republic.

una vista della Nuova Repubblica di Me, dal satellite

Mi estendo per circa 180 cm in altezza e boh, 50 in larghezza, se non mi doccio puzzo e confino, ahimè, con l'Italia in tutte le direzioni (tranne quando sono all'estero, ma non ci vado praticamente mai). La moneta corrente è l'euro ma accetto anche pagamenti in natura [nota: ricordarsi di cancellare quest'ultima frase prima che la legga Serena].
I padri fondatori del sottoscritto da un punto di vista biologico non possono che essere i miei genitori (in realtà ho sempre pensato di essere troppo figo per essere realmente figlio loro, ma il fatto che sia praticamente identico a mio padre non aiuta a supportare questa teoria), ma filosoficamente gli estensori della costituzione della nuova repubblica di me sono i personaggi che elencherò tra poco: tutta gente a modo che ha contribuito alla creazione e allo sviluppo della fantastica creatura che sarei poi io.

I padri fondatori della Nuova Repubblica di Me

He-Man
Uomo tutto d'un pezzo (c'è chi dice anche icona gay, ci sta bene perché vorrei essere una repubblica che dia davvero pari opportunità a tutti, uomini seminudi col caschetto biondo e dall'atteggiamento sessuale ambiguo compresi), è il padre della patria, il corrispettivo di Washington per gli americani, Garibaldi (o Camillo Benso?) per gli italiani e San Calogero per gli agrigentini. Fu il primo a conquistare la mia fantasia e per lui sfidai anche le gerarchie ecclesiastiche: le suore dell'asilo credevano che He-Man e le altre action figures mostruose fossero delle rappresentazioni del demonio e non mi permettevano di portarle all'asilo. Lo facevo comunque di nascosto ma mi sgamarono, e ciò portò a una convocazione speciale di mia madre da parte della psicologa dell'asilo. Avevo soltanto quattro anni e, a differenza loro, sapevo già distinguere il reale dal fantastico. Non so se quelle vecchie suore siano ancora vive, ma se lo fossero direi loro che hanno fatto egregiamente il proprio lavoro. Sono ateo e credo a He-Man. Meglio di così, non mi poteva andare.

Totò Schillaci
Nel mondo della Nuova Repubblica di Me c'è un pre-Schillaci e un post-Schillaci. Totò è l'uomo del destino, una figura quasi religiosa attorno alle cui gesta è stato costruito il calendario della Repubblica. Il punto zero da cui far partire il conteggio dell'era post-Schillaci (e anche la mia passione per il calcio) è il minuto 78 della partita Italia-Austria del 9 giugno 1990, quando svettando tra due cicisbei austriaci, Schillaci inforca la palla oltre al portiere avversario. Ma il bello viene subito dopo, quando Totò inizia ad esultare come un ossesso. Ecco, nella mia repubblica il 9 giugno di ogni anno è festa nazionale, e se esulti come Schillaci hai diritto a 70 vergini in paradiso e ad alcune agevolazioni fiscali.

Alfredo Castelli
Se a He-Man devo la mia passione per il fantastico e a Schillaci quella per il calcio, ad Alfredo Castelli (sceneggiatore di fumetti e padre di Martin Mystère) devo quella per i fumetti e la cultura in generale. Direi che è obbligo indicarlo come presidente dell'assemblea costituente. In un'epoca in cui chiunque si professava dylandoghiano (era il giugno 1992) io ero orgogliosamente e logorroicamente martinmystèrofilo (e in edicola presi L'uomo programmato e il TuttoMystère La maledizione di Annabel Lee). La qual cosa mi portò a privilegiare libri e teorie del complotto piuttosto che film dell'orrore e donzelle impaurite, e segnò, ora che ci penso, in maniera del tutto negativa la mia vita sessuale per il decennio a venire.


Bruce Springsteen
E chiudiamo con l'epica Springsteeniana: se fortunato è il paese che non ha bisogno di eroi, direi che in un'ipotetica lista di aggettivi che possono descrivermi, "fortunato" non è presente. Springsteen è il tizio le cui statue riempiono le piazze, e che ha scritto l'inno della nuova repubblica (Thunder Road, ovviamente, anche se Fiki Fiki e Notti Magiche avrebbero potuto degnamente farne le veci), il lato bello della rivoluzione, e adesso che ha una certa età (che non dimostra) potrebbe perfino ritagliarsi uno spazio da presidente alla Pertini.

Certo, la nazionale di calcio, composta soltanto da me, lascia un po' a desiderare. Adesso vado ad annettere qualcuno e poi torno. Voi intanto richiedete asilo politico, che vi conviene.

2 commenti:

Rik ha detto...

bella la tua foto, chi te l'ha fatta? :P

Giovanni Agozzino ha detto...

Ahaha, era tua? Ho tutte le foto della laurea in una cartella. Non è che ne hai altre che manifestino la mia superiore bellezza?