japan is an island

martedì 8 maggio 2007

Chi ben comincia...


Sia Marco che Antonio mi hanno tirato in ballo quando questo blog (e di riflesso anche il suo proprietario) era leggermente depresso e fuori fase. Il succo del gioco è: fare l'elenco degli incipit letterari che più mi piacciono.

Siccome io gioco sporco (e ho una pessima memoria, e i miei libri sono un po' qui e un po' a casa dei miei), estenderò la lista anche a cose che con la letteratura c'entrano un po' di meno.

Vorrei iniziare con l'incipit più toccante, vero e devastante che mi sia mai capitato di leggere. Lui è un genio (il mio scrittore preferito in assoluto) e il libro è uno dei suoi migliori.

TUTTE LE IDEE SONO VERE


Mi chiamo Jared, e sono un fantasma.
Venerdì 14 ottobre 1978 giocavo a football nella mia squadra del liceo, i Sentinel Spartans. Era una partita in trasferta presso un'altra scuola, la Handsworth, a North Vancouver. Poco dopo l'inizio della partita mi ero visto passare la palla. Mentre mi giravo per prenderla, non ho potuto fare a meno di notare com'era azzurro e limpido il cielo, simile a un vetro appena lavato. In quell'istante sono svenuto. A quanto pare, mi sono lasciato sfuggire la palla, ma oltre a questo non ricordo più nulla; in seguito sono venuto a sapere che gli allenatori avevano deciso di dare forfait, e quella mi è sembrata una grossa scemenza, perché stavamo stracciando gli avversari, e per quanto ne si sapeva molto probabilmente mi era capitata solo una recidiva della mononucleosi di due anni prima.
E invece, fra l'attimo in cui mi hanno passato la palla e alcune ore più tardi, quando mi sono risvegliato al Lions Gate Hospital, i medici mi hanno diagnosticato la leucemia, cancro del midollo osseo e di conseguenza del sangue. Sono morto tre mesi dopo, il 14 gennaio 1979. La progressione della malattia, nel mio caso, è stata rapidissima. Poco prima di morire mi sono caduti tutti i capelli, e avevo la carnagione del colore di una macchina bianca mai lavata. Se potessi tornare indietro, mi sa che dalla sesta settimana in avanti nasconderei tutti gli specchi.
Ho avuto una vita felice, breve e ricca: con me il mondo è stato buono, e la battaglia con il cancro per me è stata la Grande Esperienza della vita. Naturalmente a meno di contare la giornata di sesso selvaggio con Cheryl Anderson la settimana in cui i suoi genitori dovevano ristrutturare la casa e tutta la famiglia si era trasferita al motel Maples per cinque giorni. A parte questo, ho sempre pensato che se una persona non ha almeno una Grande Esperienza, ha vissuto per niente. E non è obbligatorio che sia traumatica o mortale o abbia Cheryl Anderson come protagonista: spesso, per avere una Grande Esperienza, basta vivere un'esistenza tranquilla e solitaria. E aggiungerò una cosa: gli ospedali sono calamite per ragazze.

(Douglas Coupland, Fidanzata in Coma)


La gente dice che siamo cattivi ma credo che non abbiano ancora capito il punto. Eravamo solo un po' su di giri.

(Grant Morrison, Kill Your Boyfriend)


Lontano, nei dimenticati spazi non segnati nelle carte geografiche dell'estremo limite della Spirale della Galassia, c'è un piccolo e insignificante sole giallo. A orbitare intorno a esso, alla distanza di centoquarantanove milioni di chilometri, c'è un piccolo, trascurabilissimo pianeta azzurro-verde, le cui forme di vita, discendenti dalle scimmie, sono così incredibilmente primitive che credono ancora che gli orologi da polso digitali siano un'ottima invenzione.

(Douglas Adams, Guida Galattica per gli Autostoppisti)


note to self, be erect by half-past ten / be strong, be proud, be able, be charmed / be extended, be in motion, be at loggerheads with chris / like chris was crisp, like chris was crisp / show yourself, show! show!

(Mclusky, She Only Bring Happiness, traccia numero 3 dell'album The Difference Between Me and You Is That I'm Not on Fire)


TENEBRE
Demofoonte era scosso da brividi quando il sole splendeva su di lui. (Amore delle tenebre = ignoranza).

(Howard P. Lovecraft, Commonplace Book)

Screen door slams / Mary's dress waves / like a vision she dances across the porch as the radio plays / Roy Orbison singing for the lonely / hey that's me and I want you only / don't turn me home again / I just can't myself alone again / Don't run back inside / darling you know just what i'm here for / so you're scared and you're thinking that maybe we ain't that young anymore / Show a little faith there's magic in the night / you aren't a beauty but hey you're alright / oh, and that's alright with me...

(Bruce Springsteen, Thunder Road, traccia numero 1 dell'album Born To Run: l'unica canzone che so a memoria)


E poi vorrei concludere, sempre bastian contrario, con una fine. La fine del più bel romanzo di Douglas Coupland. E' un po' una bastardata riportare un passo così importante, ma magari qualcuno potrà venirne ispirato e recuperarlo.

Il capitano ci annuncia che stiamo per passare sopra Reykjavik e io penso che questo è il punto in cui le cose finiscono davvero, ma cosa c'è di così sbagliato nelle cose che finiscono? In un certo senso è bello non sapere con sicurezza cosa ci accade prima di nascere o dopo la morte - o non essere sicuri di quello che ci accadrà in quel lasso di tempo, fatto di incertezza e nervosismo, che intercorre tra il momento nel quale decidiamo di cambiare vita e quello in cui la nostra vita cambia davvero. Klaus mi tira la manica e indica alcune stelle sopra l'Islanda, visibili anche di giorno. Cesserà mai la meraviglia? Guardo le stelle, le raccolgo dal cielo e ve le lancio come diamanti, come semi. Siete voi il tutto e il tutto è in voi. Arriverderci, a tutti. La vostra amica, Liz.

(Douglas Coupland, Eleanor Rigby)


La tradizione mi impone di passare il testimone a qualcuno. Bene, nomino tutti quelli che leggono questo blog e che ancora non hanno fatto la lista. Ma tutti, eh! Non sentitevi esclusi!

1 commento:

Willy ha detto...

Fidanzata in coma è presente anche nella mia lista...Capolavoro! ^__^
Uno dei miei rammarici è di aver prestato e perso Microservi altrimenti avrei messo anche quello